L’arte delle Parole

Scopri le mie poesie

 L’essere

“Delle volte raggiungiamo l’estremità della nostra anima, imperfetta.

Quelle volte ci fa paura scoprire quanto la sua forma sia fatta come non immaginavamo, e torniamo indietro, fingendo di non essere andati così in fondo, fingendo di non aver mai visto quello che ci fa più paura, la verità.

Ma non vediamo invece quello che davvero dovremmo, cioè lo splendore della sua diversa forma, che è ineguagliabile e appartiene solo a noi.

Così non ne ricordiamo il colore, poiché la paura ha sopraffatto tanto la vista e il cuore.

Allora ci chiediamo se dovremmo, magari, avvicinarci ancora a quell’estremità tanto temuta, ma quando questo avviene non la troviamo più, poiché ci ha preceduti ed è dietro di noi.

Questa volta l’incontro diventa insolito, ci smarriamo, come dei bambini la ammiriamo, incantati, scorgiamo il suo colore, e non ci intimorisce perché sappiamo che è il nostro volto, il nostro naso, la nostra bocca e finalmente comprendiamo di conoscerla.

La nostra anima, che tanto avevamo temuto, non è altro che la nostra essenza, ciò che davvero siamo, e non riusciamo ad averne paura, poiché se questo accadesse dovremmo temere anche noi stessi.

In quell’istante, serbiamo il ricordo di averla sempre vista nei nostri occhi, di averla sempre avvertita attorno e dentro noi, ma forse la respingevamo, perché la conoscevamo come la verità, e ciò sorgeva immorale. Come è sempre la verità…Immorale.

Ed eravamo deboli.

Deboli e soli, persi da noi stessi, e dalla paura di non essere allineati alla folla.

Senza accorgerci di esser divenuti anime senza volto, nella massa, folta e stolta. Forse.

E ora ci sentiamo forti per aver coraggiosamente cambiato il nostro aspetto e la guardiamo, l’anima, dentro ricoprirsi del nostro odore e appartenerci, senza più paura alcuna, la portiamo con noi, con una nuova cognizione.

Ci accorgiamo quindi di aver trovato ciò che cercavamo: Noi stessi.

Quelli che ci spaventavano di più, erano proprio i nostri errati volti, che ci sgridavano ed impaurivano.

Ora diventa improvvisamente colmo quel vuoto, che tanto forgiava il dolore, e non siamo più soli e persi, né ricordiamo quando un tempo lo apparivamo.

Solo allora ci rendiamo conto quanto abbiamo perso, riconoscendo la nostra fortuna per aver raggiunto la vera perfezione.

Perché la differenza di essere ci ha resi perfette creature.

Il buio non riflette più su i nostri occhi.

Finalmente”

NELLY W.®

Madre

Prendendomi per mano, hai voluto guidarmi nei sentieri del cuore, ed io seguendoti, ho immaginato cascate d’acqua candida.

Brillavano sopra i miei occhi, lavando via il dolore.

Poi hai sussurrato con parole dolci, la tua voce gentile di bambino, risuonava dentro me:

“Mamma, non aver paura, ho scelto prima che tu potessi conoscermi.

Non sentirti colpevole, ti ho desiderato ancor prima che i tempi potessero essere maturi.

Ho scelto l’alba più bella ed ho atteso che si facesse giorno, guardando i fiori sbocciare.

Non temere…Lasciati guidare…” Mi hai detto.

“ La strada si aprirà di fronte ai nostri passi. Nulla di quello che temiamo può distruggerci, se non lo vogliamo davvero. Io so che voglio stare qui, e mi stringo a te.

Non voglio lasciarti. Proteggimi. So che mi senti.”

Hai asciugato le mie lacrime, ed io ti ho stretto la mano. Stringiti pure a me. Ti ho risposto.

Non ho paura. Così, ho appreso che, sei parte del mio essere.

Ed io, non posso che nascere un’altra volta per te. Attraverso me, dalle mie viscere, dal seno, al grembo.

Sei ogni cellula, sei il respiro, il sangue.

L’inesplicabile sensazione nel corpo, in attesa, che dolcemente si concede, mentre si accinge a cambiare forma, per la tua vita, come la mia anima che ti accoglie, e si china a te.

Devo chiederti scusa, per aver esitato.

La mia anima sciocca e scarmigliata, non sapeva vedere che la confusione.

Sazia e ingorda della paura, si è dileguata; non aveva visto mai, con i suoi occhi, l’alba più bella.

Quando una donna può arrivare tanto vicina all’amore, da diventare amore.

Ma ora, ho accolto il tuo invito.

Sono pronta ad imparare attraverso te, i passi di una mamma.

Non sarò ne dietro, ne avanti, ma al tuo fianco.

Sarò i tuoi occhi, chiusi ed aperti, per osservare la bellezza del buio, della luce e il potere dei colori.

Le tue mani, con cui afferrerai i desideri.

Le tue gambe, con cui andrai sempre in avanti, e a passi decisi.

Il tuo respiro, con cui apprezzerai la libertà.

Il tuo cuore, per sfiorare l’amore con delicatezza e premura, senza allontanarti mai dal tuo battito.

Accanto alla ragione , quando ti confonderà e avrai dei dubbi.

E infine, ascolterò la tua mente, affinché i pensieri e le scelte siano dettate dal tuo essere e dalla comprensione del mondo.

Così che il tuo io interiore abbracci la realtà, senza abbandonare mai i sogni.

Attraverso e con te, anche quando sembrerà che le mie mani non si stringeranno nelle tue.

La mia essenza di donna maturerà, per te,

sbocciando come una rosa in fiore.

Ed ogni volta che le nostre anime danzeranno assieme, riconoscerai la melodia di un amore, che le parole non potranno incatenare, come un volo, accanto ad un cielo di nuvole.

E che rende tutto possibile, perfino quella mia battaglia con il mondo, che ora merita d’esser vinta.

Nelly W. ®

Nelly

“Nelly, Conta un minuto e Ventuno secondi. E l’ Acqua scende a profusione, fango bagnato, calpestato.

Si scompone come follia nel mezzogiorno.

Sai, va in giro a beffeggiare il bene, questo male…

Nel vuoto, in un nulla a cui tutto appartiene, e si espande, gremito dai pensieri, sazio e ozioso.

Di fronte a me una prigionia che vedo ancora mia.

La gola diventa una corda annodata, e la mente inorridisce, si dilegua, fugge!

M’abbandona.

Codarda.

Dolce nostalgia, abbandono, non andar via.

Tanto a fondo sto andando, laddove il fango s’è fatto stagno, che non v’è più riflesso.

Ferma.

Mai più dovrò correre, m’ha raggiunta, e nel vortice trascina faide su faide, urla su urla, e come acqua s’infrange su me.

Bianca spuma marina, nella tua perfezione, sei simile a scaglie di vetro pungente, bagnandomi, sento il tuo odore soffocandomi, sento la tua presa.

Ti riconosco, Nelly.

Ad aspettar la prossima onda, assieme, accanto ad un cielo stanco, pronto a donarsi al sole, spogliato di nuvole.

Ho doppio respiro, doppia veduta, doppio udito, doppia ferocia nello stomaco che grida.

Non abito sola quest’anima e lascio che s’approfitti di me nel silenzio.

Buio. Nelly. Buio.

La mia immagine sbiadita.

In un film in bianco e nero.

Colmo di assenze. Essenze. Punti vuoti. Instabili. Linee cadenti, come stelle.

Ologrammi…

Perchè, non riesco ad afferrarli?

Tasche vuote, cuore assente.

Esente da qualsiasi limpida stagione, che possa illuminare la mente e trascinarla via dal male.

Fioca melodia…

Non sei più mia.

Volteggia nella chimesi degli elementi.

Nella parvenza. Ancestrale.

Un mero fardello; Frammenti scomposti,

ricomposti più volte, e posti difronte, accanto…Dietro.

Di un film in bianco e nero che non trova il suo finale.

Eccoli… i 21 secondi.”

Nelly W.®

Mettiti in contatto

Compila il form e inviaci una mail

Indirizzo

Vicolo del Forno, 13 

00036 Palestrina (RM)

Chiamami

327 1673540

Email 

info@nellywart.it